Come eseguono l’irrigazione gli endodontisti nella ricostruzione post‑endodontica?
Come eliminiamo i batteri e dissolviamo il tessuto organico? 
Gli endodontisti devono affrontare una battaglia organica, eliminare i batteri (tutti!) e dissolvere il tessuto pulpare.
Nel farlo, è necessario essere delicati con la parete dentinale e preservare la struttura della dentina per facilitare la formazione dei tags durante la successiva ricostruzione post‑endodontica. Ciò significa: aprire correttamente i tubuli senza distruggere la struttura complessiva del canale radicolare, in particolare la dentina peritubulare.
1 – Il campione, secondo molti, è considerato l’ipoclorito di sodio (NaOCl). Un agente riducente. La sua concentrazione può variare in base alle preferenze del clinico. Una soluzione al 5,25% è ampiamente utilizzata dalla maggior parte degli endodontisti. Tuttavia, molti altri preferiscono una concentrazione più bassa (dallo 0,5 al 5%), come compromesso tra una minore efficacia antimicrobica e una maggiore ‘sicurezza’ in relazione alla demineralizzazione della dentina e al livello di tossicità. Altri spingono la percentuale di cloro fino al 6% o anche leggermente oltre, per aumentare l’efficienza antimicrobica.

2 – Un antisettico che svolge bene questo compito è anche la Clorexidina (CHX). Due caratteristiche: effetto antimicrobico e azione inibitoria sulle MMP; enzimi dipendenti dallo zinco che degradano componenti della matrice extracellulare, come il collagene.
Quindi, quale funziona meglio?
La risposta non è così semplice.
Cosa chiediamo ai suddetti irriganti? Semplicemente, di eliminare i batteri e dissolvere il tessuto pulpare. 
Non dimentichiamo che altri attori partecipano al processo di irrigazione (pensiamo alla battaglia inorganica). Una vasta maggioranza di clinici e accademici concorda sul fatto che l’ipoclorito di sodio (NaOCl) svolga un lavoro eccellente in entrambi gli aspetti! Osiamo dire: il miglior lavoro.
La Clorexidina (CHX) è anche un’opzione valida e rispettabile grazie al suo ampio spettro antimicrobico. Una concentrazione al 2% è molto efficace, ad esempio, contro E. faecalis.
Ma la CHX è efficace quanto il NaOCl nel dissolvere il tessuto pulpare e nel disgregare in modo efficiente il biofilm? Inoltre, favorisce un’adesione dentinale a lungo termine alle resine grazie alla sua substantivity (capacità di rimanere nella dentina)?
Il dibattito è aperto. Quale irrigante dovrebbe essere scelto dallo scaffale?
Ascoltando e leggendo un vasto numero di opinioni e contributi accademici, possiamo delineare alcune conclusioni.
Entrambi, NaOCl e CHX, sono finalizzati a rimuovere lo smear layer, esporre le fibre collagene, e decontaminare la superficie radicolare migliorare il successo delle tecniche adesive.
Entrambi garantiscono un buon livello di efficacia antimicrobica, una bassa citotossicità e un’elevata substantivity, con il NaOCl che offre un’azione chelante più efficace, mentre la CHX propone un compromesso grazie alla sua azione anti‑MMP.
Sembra che non ci sia un vincitore netto. La scelta è per lo più legata alla tradizione clinica e alle preferenze individuali dei professionisti.

Esiste una terza, quarta, quinta alternativa ai prodotti sopra citati?
Tradizionalmente, i prodotti che possono combattere la battaglia organica sono:
- Perossido di idrogeno (H2O2), che produce un buon livello di effervescenza e formazione di bolle (fondamentale nella rimozione dello smear layer).
- MTAD– Miscela di tetraciclina, acido citrico e detergente — utilizzata anch’essa come antimicrobico con un’azione multitasking. Spesso viene impiegata come risciacquo finale, talvolta dopo il NaOCl, per rimuovere lo smear layer.

In conclusione, osservando le statistiche e la letteratura, sembra che il NaOCl sia preferito da molti, in modo rigoroso, per l’efficienza in termini di effetto antimicrobico e capacità di dissolvere i tessuti necrotici e pulpari. Per questo motivo è considerato il primo prodotto “eletto”. D’altra parte, anche la CHX svolge un lavoro efficace sotto questi aspetti. Inoltre, una vasta maggioranza di endodontisti preferisce utilizzare la CHX dopo il mordenzante acido e prima dell’adesivo, per inibire le MMP e stabilizzare l’interfaccia adesiva.
Sembra che entrambi questi prodotti debbano essere a disposizione di ogni dentista.
